Chiariamolo subito: Pony Island non � un gioco sui pony; � piuttosto lennesima riprova di quanto i progetti indipendenti stiano tirando fuori la parte migliore di questa industria fatta di poche novit� e tanto piattume creativo. Qualche mese fa incensai Undertale premiando il lavoro e lacume di Toby Fox, che praticamente da solo ha creato uno dei pi� geniali jrpg degli ultimi anni; oggi faccio la stessa cosa con Pony Island, che prosegue idealmente quel filone di brillante originalit� che spiazza, confonde, stupisce e sovverte completamente i canoni classici del gameplay. Undertale lo ha fatto col genere dei giochi di ruolo; Pony Island lo fa con quello dei puzzle/platform, in un modo talmente strambo, particolare e stravagante da riuscire a offrire qualcosa di realmente nuovo e inatteso. E no, lo ripeto: Pony Island non � un gioco sui pony.
Ci sono i Pony? S�. Controllate un pony? Talvolta. E allora perch� si chiama cos�? Semplice: si tratta del gioco che avrebbe dovuto essere dal punto di vista dello sviluppatore, da quello del protagonista, da quello del giocatore e da quello distorto del demonio che si annida tra le righe di un codice sballato che fa funzionare le cose come non dovrebbero. Se vi sentite confusi da queste prospettive conglobate in una vivace successione di scatole cinesi della personalit�, posso capirvi: nel titolo creato da Daniel Mullins, in effetti, c� ben poco di normale.
Pony Island � un puzzle game sotto mentite spoglie. Ed � qualcosa di veramente geniale.
Siete in una sorta di limbo informatico, intrappolati in un malevolo e malfunzionante cabinato arcade architettato dal Diavolo, da colui che ha tanti nomi e tante forme. Quando il Demonio decide di infiltrarsi in un videogioco in modo subdolo, lo fa sotto le sembianze di un gioco innocente come Pony Island, che dovrebbe essere un titolo spensierato e felice, per tutti; in realt� � corrotto e guasto, e ha unanima nera che viene immediatamente fuori sin dalla schermata di avvio, che non funziona dopo il vostro primo input e non fa partire quello che avrebbe dovuto essere il Pony Island allegro e colorato che vi aspettavate.
Il gioco di Daniel Mullins � un costante abbattimento della cosiddetta quarta parete, unesperimento di game design che trasforma linterazione classica in un fenomeno di interconnessione continua, che va al di l� dei consueti impulsi audiovisivi collegati al videogioco: allutente viene richiesto, con un escamotage intelligente e perfettamente riuscito, di mettere mano al codice sorgente di Pony Island. Non siate tuttavia spaventati, perch� non dovrete programmare nulla e non dovrete complicarvi la vita davanti a complessi algoritmi per sviluppatori. Al contrario, dovrete rimettere a posto il codice corrotto da Satana, risolvendo dei puzzle gestiti da alcuni diagrammi di flusso per sistemi informatici. Inizialmente si tratter� di sistemare - con dei simboli molto chiari che danno ordine e schematicit� - il corretto fluire delle righe di comando; in seguito, dovrete avviare porzioni del codice stando attenti a regolare dei cicli di reindirizzamento interni con condizioni tipiche come "if/else", senza tuttavia dover scrivere nulla da tastiera. Sebbene nel corso del gioco dobbiate usare i tasti per intervenire in chat testuali con laltra anima intrappolata e con lentit� demoniaca, non c� mai il rischio che dobbiate improvvisarvi dei programmatori della prima ora. In questo senso, � ammirevole la natura degli enigmi, che stimolano il pensiero laterale e obbligano gli utenti a escogitare soluzioni sempre legate alla logica.

I momenti iniziali di Pony Island, ancora pi� di quelli successivi, sono davvero spiazzanti. Vi ritroverete in alcune particolari fasi di gioco a osservare stolidamente la schermata senza capire effettivamente cosa fare. Vorrete cliccare sulle opzioni, ma queste si disgregheranno davanti ai vostri occhi obbligandovi a formarne di nuove con le parole che nel frattempo si sono ammassate sul fondo dello schermo; vorrete dare lok su una finestra del sistema operativo, ma il cursore dimprovviso si muover� pi� veloce della vostra mano e ve la chiuder� anzitempo; vorrete riposizionare liberamente la dannata freccetta del mouse da una parte, ma una forza vi remer� contro, spostandola in un punto specifico che dar� inizio alla versione grottesca di Pony Island. Questi e molti, troppi altri, sono i momenti in cui � il gioco a giocare con voi e non viceversa. � Satana che vuole piegarvi alla sua volont�, agendo dapprima in modo imperscrutabile mentre corrompe il gioco, e poi in maniera sempre pi� esplicita, mettendovi alla prova e affrontandovi. Sta a voi individuare delle brecce da cui � possibile entrare allinterno del codice, epurandolo dal male e dai suoi processi illogici e balzani, che hanno tramutato Pony Island in una versione oscura del gioco che doveva essere in origine. In unesca alla quale abboccano giovani anime innocenti.
Il vostro scopo, in questo susseguirsi di stramberie inattese, � cancellare i tre file principali attraverso cui il maligno controlla il suo piano. Nel corso dei tre atti previsti cambierete continuamente il modo di approcciarvi al gioco: risolverete puzzle, supererete i cupi livelli bidimensionali a cavallo di un pony che acquisir� man mano nuove abilit�, affronterete unadventure mode e, soprattutto, imparerete a interagire con uninterfaccia in un modo che francamente non si era mai visto.

Potremmo dire che Pony Island � composto da tre fasi distinte che talvolta si accavallano per ragioni "di copione". Nella prima dovrete trovare la quadratura del cerchio cercando di capire come interagire coi diversi strati dellinterfaccia, alcuni dei quali sono ben occultati per non far ottenere ai giocatori i fatidici "ticket". Nella seconda fase dovrete sviluppare una sorta di percorso allinterno delladventure mode, superando semplici livelli da platform a scorrimento e risolvendo un paio di enigmi legati al codice fittizio di gioco. Nella terza, oltre a vedere la facciata originaria di Pony Island, si consumer� lo scontro finale, al termine del quale verrete posti in una particolare posizione che vi metter� simpaticamente con le spalle al muro. Ma non vogliamo rovinarvi la sorpresa: spetta a voi scoprire di cosa stiamo parlando.
Se proprio dovessimo muovere qualche appunto al titolo di Mullins, potremmo dire che le fasi di platform sono un po troppo spoglie ed essenziali, con giusto un paio di ostacoli che si intervallano con maggiore frequenza e un nemico pi� ostico del solito che ogni tanto fa la sua apparizione. Sul fronte dei puzzle, invece, bisogna dire che se non si entra rapidamente nella logica stringente dei sistemi qui proposti, si potrebbe avere qualche difficolt� di troppo, specialmente quando bisogna creare dei loop interni e scambiarli "in corsa", mentre il codice viene letto e fluisce in maniera corretta. Tutto il resto � innovazione ed estro applicato al videogioco: Pony Island, nella sua dimensione indie che comprende un comparto tecnico assai modesto, distrugge gli schemi classici del gameplay e ne crea di nuovi, mettendoli al servizio di un genere che ha trovato unulteriore strada da percorrere: un nuovo sbocco fatto di inventiva, soluzioni inedite e affascinanti sperimentazioni di gioco.