Data uscita:21 ottobre 2016
Ci sono giochi che tengono incollati allo schermo grazie ad una superba narrazione, altri tramite unazione incalzante, altri per la grafica spaccamascella e poi c� Civilization che ti fa ripetere sempre la menzogna "Dai, solo un altro turno e spengo", mentre il counter delle ore giocate supera prima le decine, poi le centinaia ed infine le migliaia. A poco meno di un mese dalla sua data di pubblicazione, prevista per il 21 ottobre, abbiamo avuto il piacere di provare una versione del gioco semi-definitiva, grazie alla quale abbiamo tastato con mano e preso confidenza con le molteplici novit� proposte dallultimo capito made in Firaxis. Nonostante le significative mancanze in termini di civilt� presenti - solo 10 su 20 - di tipologie e dimensioni della mappa e di livelli di difficolt�, il quadro � parso ben delineato gi� in sede di anteprima, soprattutto nella volont� degli sviluppatori di proporre schemi di gioco innovativi, in grado di staccare Civilization VI dal suo passato.
Il nostro primo impatto con Civilization VI non � stato dei migliori. Impostando nel men� delle opzioni i testi e il doppiaggio in italiano, il gioco crashava irrimediabilmente: poco male, in fin dei conti queste problematiche sono dovute ad un codice ancora da perfezionare, ma quello che pi� conta - e che far� la felicit� di molti - � che Civilization VI sar� totalmente tradotto in italiano, aspetto non di poco conto visti i molti men� che si incontrano nel gioco. Un secondo elemento che abbiamo avuto il piacere di riscontrare in queste prime ore di gioco, � il fatto che il sesto capitolo non verr� pubblicato "monco" come accadde con Civilization V, privo di alcune meccaniche, introdotte solo dopo il rilascio delle due espansioni, Gods & Kings prima e Brave New World dopo. In Civilization VI fanno infatti la loro apparizione sin dal day one sia la religione - a cui � collegata una delle cinque modalit� di vittoria - sia il turismo. Parlando di graditi ritorni, occorre spendere poi due parole sulle rinnovate citt�-stato che, almeno stando a quanto finora abbiamo testato, non sono pi� dei pesi con cui avere a che fare per via di quest e richieste assillanti, ma si rivelano al contrario dei preziosi alleati nelle immancabili guerre che puntellano il percorso di qualsiasi civilt�. Il rapporto con esse � ora molto pi� chiaro e semplice ed � determinato dai punti favore che si accumulano e si spendono nei loro confronti. Sin dai primi turni, ci � parso invece di incontrare unit� barbare molto pi� aggressive ed insidiose, non tanto perch� pi� forti o resistenti delle nostre milizie, ma perch� costantemente alle porte degli insediamenti, pronti a sabotare e saccheggiare fattorie e miniere. Laggancio per parlare dellintelligenza artificiale � cos� presto dato. Senza sbilanciarci troppo e considerando che nel codice era presente solo il livello di difficolt� Prince - equivalente ad un grado intermedio - le fazioni ed i leader che abbiamo incontrato esplorando la mappa hanno avuto un comportamento che non sapremmo se definire geniale o privo di logica. Giusto per fare un esempio, vestendo i panni di Filippo II Re di Spagna eravamo riusciti ad intessere rapporti amichevoli e di reciproco scambio con i greci e con Pericle, il quale non ha per� esitato un istante a voltarci le spalle non appena Federico Barbarossa ci ha dichiarato guerra. Raffinata tattica dovuta ad una eventuale guerra su due fronti oppure semplice comportamento fuori dai binari? Solo una verifica pi� approfondita ed una esplorazione delle diverse difficolt� potr� darci una risposta. Quello che per� abbiamo notato sono dei rapporti diplomatici s� pi� stratificati rispetto al passato, ma ancora lontani dagli standard qualitativi imposti dalla produzioni Paradox Interactive.

Ad uno sguardo pi� distratto ed escludendo il netto stacco grafico, Civilization VI potrebbe apparire molto simile al suo predecessore ma sin dai primissimi turni ci si accorge come il lavoro fatto negli studi di Firaxis sia stato innanzitutto diretto verso un profondo rinnovamento delle meccaniche di gioco. Certo, Civilization rimane sempre uno strategico a turni, la mappa di gioco � ancora divisa in esagoni e la ricerca tecnologica rimane ancora l� al suo posto, ma anche solo muovendo le unit� di partenza, come i costruttori ed i guerrieri, saltano subito allocchio le novit�. Queste ultime hanno un preciso scopo: da un lato rendere la sviluppo degli insediamenti meno a "scacchiera", con gli edifici che nelle precedenti iterazioni occupavano ogni singolo esagono della mappa e dallaltro alzare anche i ritmi di gioco, evitando cos� quel tic che portava il giocatore ad avanzare turno dopo turno solo per inerzia. In Civilization VI la struttura cittadina appare decisamente differente grazie allintroduzione di una delle principali novit� di questa versione, ossia i cosiddetti distretti, veri e propri agglomerati specializzati dove costruire alcune tipologie specifiche di edifici, i quali occuperanno per� sempre e solo un esagono. Ad esempio, si potr� dedicare lutilizzo di un esagono - valutando bene le risorse che verranno sacrificate e quelle che invece daranno un ulteriore bonus - al solo impiego militare, sviluppando su di esso solo ed esclusivamente costruzione atte a rafforzare la civilt� sotto il profilo bellico. Idem per la religione e per la cultura. Questa semplice trovata evita quindi che lo sviluppo degli insediamenti avvenga mangiando turno dopo turno esclusivamente degli esagoni, ma permette una pianificazione pi� accurata, meno invasiva ma sempre strategicamente diretta verso lobiettivo che il giocatore si � preposto. Poco pi� sopra abbiamo parlato di snellimento delle azioni duranti i turni e di velocizzazione. Questo vale per il movimento delle truppe che, se generalmente non sono in grado sostare sulla stessa zona, possono essere legate lun con laltra, come ad esempio nel caso dei costruttori e dei guerrieri, evitando cos� uno spreco di click e di azioni. Profondamente diverso si presenta anche lutilizzo dei costruttori: se nel passato prima di vedere sorgere una fattoria o anche solo una semplice miniera si era costretti ad aspettare svariati turni, ora ledificio sorger� in un batter di mouse; per evitare una crescita esponenziale della civilt�, Firaxis ha per� associato a queste unit� dei limiti e cos� - salvo la ricerca di particolari tecnologie - esse hanno a disposizione solo tre azioni, movimenti esclusi. Inoltre, dimenticatevi i rallentamenti causati dalla costruzione di un fitto reticolato di strade perch� in Civilization VI esse appaiono spontaneamente laddove vengono stabilite rotte commerciali fra pi� insediamenti. Nel nome di una maggiore velocit�, al fianco delle tecnologie e dei progressi raggiungibili tramite gli appositi alberi, anche delle semplici azioni, come lutilizzo delle unit� corpo a corpo o una spiccata attitudine verso il commercio, possono generare infine dei preziosi buff.
Se da quanto finora detto siete portati a credere che Civilization VI abbia subito un intervento di semplificazione e, quasi, di impoverimento, vi sbagliate di grosso. Lalbero delle tecnologie, da sempre caposaldo di tutti i Civilization e grazie al quale in passato siamo riusciti a far lanciare una bomba atomica da Gandhi, � stato ora diviso in due sezioni. In questo capitolo, accanto al puro progresso scientifico, fa la sua apparizione anche quello civile/sociale, che va a determinare e segnare le direttrici politiche delle civilt�. Turno dopo turno, si andranno cos� a sbloccare nuove politiche, che equivalgono a nuovi bonus da applicare in ambiti precisi quali la diplomazia, leconomia e la forza bellica. Il progresso di una civilt� significa anche diversi sistemi di governo e proprio ad ogni forma di potere sono legati, oltre che particolari vantaggi o svantaggi , determinate aree di sviluppo, in modo tale da salvaguardare la pluralit� di esperienze partita dopo partita. La crescita della civilt� non segue dunque pi� esclusivamente solo la direttrice del progresso tecnologico, ma anche gli studi civili andranno a plasmare e definire i tratti salienti delle fazioni. Parlando di fazioni, facciamo un rapido excursus sui leader messi a disposizione in questa prova: essi erano 10, spaziavano dal teutonico Federico Barbarossa al nomade Tomyris, passando per il nostro preferito, ossia limperatore Traiano, leader dei romani, e ognuno di essi era contraddistinto da peculiari tratti, tipici della propria civilt�.Se per sviscerare a fondo tutte le meccaniche di Civilization VI dovremo attendere la fatidica data del 21 ottobre, gi� da subito si deve esprimere un giudizio pi� che positivo sul comparto grafico, sottolineando come il lavoro svolto dai ragazzi di Firaxis in materia di caratterizzazione dei personaggi e direzione artistica sia di primissimo ordine, senza per questo sacrificare la necessaria scalabilit� del gioco, indispensabile a far girare Civilization VI anche su macchine meno performanti. Unanalisi completa di Civilization VI � ottenibile solo dopo che si sono spese decine se non centinaia di ore in quel lungo e tortuoso processo che porta luomo dalla lavorazione della pietra fino alla conquista dello spazio, ma sin da questo incontro preliminare pare che, se ce ne fosse bisogno di ribadirlo, lo strategico realizzato da Firaxis e 2K sar� in grado in catturare i giocatori e di tenerli incollati sullo schermo perch�: "Dai, ancora un ultimo turno".